Marta e Sofia hanno due nomi italiani e con l’Italia hanno un rapporto speciale. Lo dicono i titoli: Ortega è stata la prima vincitrice di un titolo Premier Padel (Roma 2023, con Gemma Triay), Araujo neanche due mesi fa a Taranto ha vinto con il fratello Pedro la medaglia d’oro nel misto ai Giochi del Mediterraneo. E poi il trionfo insieme due anni fa a Genova, e ancora la finale raggiunta dalla portoghese proprio a Milano nel 2023 in coppia con Ale Salazar. Nella stagione senza padrone del padel femminile (le prime due teste di serie del tabellone non hanno vinto nessuno degli ultimi tre tornei), Ortega e Araujo vogliono inserirsi nella lotta al titolo. Lo hanno fatto, e bene, Martina Calvo e Claudia Fernandez, campionesse a Dusseldorf e compagne fino a poche settimane fa rispettivamente di Ortega e Araujo. “Eravamo consapevoli di avere accanto delle giocatrici top – assicura Araujo durante il Media Day all’Allianz Cloud -. In tre anni Claudia è maturata tantissimo; Martina, invece, è una predestinata. Ha il dono del padel, non avevo dubbi che potessero crescere così, a livello tattico, mentale e fisico. Auguro loro il meglio”.
Prima di Fernandez e Calvo a Dusseldorf, era stato il turno di Sanchez e Ustero a Parigi e Rotterdam: difficile, quasi impossibile, pronosticare la coppia vincitrice del torneo femminile in questo momento della stagione. “Ogni anno – aggiunge Ortega – sembra che il livello sia il più alto, poi ne arriva sempre uno migliore. Le giovani hanno la testa molto allenata, si nota che sono nate e cresciute nel padel. Non ho un consiglio per loro, se non quello di godersi al massimo e apprezzare ogni momento. A volte ci si rende conto delle cose fatte solo quando vengono a mancare”.
Se Ortega avrebbe voluto essere una sciatrice, Sofia Araujo ha come idolo sportivo Serena Williams. Il padel, però, le ha elette come top player e le porterà tra meno di un mese a indossare rispettivamente la maglia della Spagna e del Portogallo nella FIP World Cup di Doha. “Solo a leggere il mio nome nella lista delle convocate ho avuto la pelle d’oca – ammette Marta -. Ma prima ci sono da giocare il P1 di Milano e il Major in Kuwait. Meglio non pensare ancora al Mondiale, altrimenti il tempo non passa mai…”. E allora, oltre alla ‘pista’ da padel, bene godersi anche le città dove si giocano i tornei. “Ci piace l’Italia: i luoghi, la gente, il cibo. Non vedevamo l’ora di tornare”.
