Sanchez e Ustero, quarta finale di fila. Ari: “Andrea, che crescita. E insieme miglioriamo entrambe”

Settantaquattro minuti per superare in scioltezza le numero uno del mondo. L’intesa crescente di Ari Sanche e Andreas Ustero sta tutta in quel 6-1 6-4 su Gemma Triay e Delfi Brea, due fuoriclasse assolute che oggi poco hanno potuto nella semifinale dell’Oysho Milano Premier Padel P1. “Una partita perfetta”, ha ammesso una sorridente Sanchez alla fine della terza vittoria di fila sulle avversarie. Un traguardo che la porta alla finale numero 102 in carriera. “Volevamo una partita veloce, il campo ci ha aiutato. Ma più di tutto, sono felicissima di come stiamo migliorando. Non solo per me, ma anche per Andrea: voglio continuare ad accompagnarla, voglio che cresca fino a esprimere il suo potenziale. A oggi sarà solo al 60%”. E negli otto mesi trascorsi insieme, Andrea lo ha fatto già tantissimo: dominante in campo, la 19enne di Barcellona è stata determinante con i suoi smash per mettere sotto pressione le avversarie. Travolgente soprattutto la prestazione nel primo set, chiuso in appena 26 minuti di gioco dopo il velocissimo break in apertura che ha subito indirizzato la partita, prima di una gestione solida del secondo parziale. E domani, la quarta finale di fila: segno indiscutibile della bontà di un progetto – la campionessa da 57 titoli contro uno dei maggiori talenti mondiali – dopo gli alti e bassi della prima parte di stagione.

 

“Penso che Andrea sia cresciuta soprattutto nella capacità di adattarsi a tutte le condizioni di gioco, a campi diversi e alle varie situazioni della partita – riconosce Sanchez – Ha imparato a scegliere meglio la giocata, a essere costante e regolare nel lavoro. È questo che ci permette oggi di giocare un’altra finale”. Un’evoluzione di cui anche Ustero è consapevole: “Mi ha fatto capire quanto lavoro serva per arrivare al livello in cui siamo e per battere coppie di questo calibro. Il padel è sempre più competitivo e bisogna lavorare tantissimo. Ari – continua – mi ha trasmesso molto anche sul tema del sacrificio, che è sempre stato uno degli aspetti che mi costavano di più, ma che sto imparando ad apprezzare e a considerare fondamentale per arrivare fin qui”. Un impegno che si riflette altrettanto positivamente su Sanchez, che pure sta adattando il suo modo di giocare: “Ho ben chiaro che, come giocatrice, devo continuare a reinventarmi per adattarmi al padel di oggi: è più veloce, più fisico, con più potenza e scambi più brevi. È una cosa su cui lavoro da tempo In allenamento gioco in modo più libero e aggressivo; quello che mi mancava era riuscire a osare un po’ di più in partita, giocando con maggiore libertà. Oggi ci sono riuscita perfettamente”. Una consapevolezza che sarà preziosa domani, all’inseguimento del quinto titolo della stagione e di preziosi punti per la Race che porta alle Finals di fine anno: “Ci godiamo questo momento ma ora ci aspetta sicuramente un’altra finale difficilissima. L’imperativo è riposare e recuperare le energie“, conclude Sanchez.

 

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