Clasico o non Clasico? La domanda che accompagna l’arrivo a Milano dei giganti del padel mondiale è se domenica vedremo ancora la sfida eterna tra i Duellanti o ci sarà qualche altra coppia capace di insinuarsi nelle piccole crepe lasciate dai primi quattro giocatori del pianeta. I precedenti inducono a seguire il vecchio adagio: non c’è due senza tre, visto che qui gli ultimi titoli se li sono contesi loro. Il dato delle ultime settimane, però, va in contromano: cinque degli ultimi sette tornei Premier Padel non si sono conclusi con la finale tra Arturo Coello e Agustin Tapia e Fede Chingotto e Ale Galan, che non si incontrano da Parigi. Hanno comunque vinto sempre loro (i ‘Chingalan’ a Pretoria e Madrid, Arturito e Agus al Roland Garros, Rotterdam e Dusseldorf e prima ancora era successo a Malaga e Londra), ma a turno si sono concessi qualche passaggio a vuoto.
La serie aperta è quella dei numeri 1, che all’esordio (mercoledì, quarto match della sessione mattutina) affronteranno Arnau Ayats ed Emilio Chamero: dopo il Major di Parigi (uno dei due tornei in cui il Clasico sì è giocato, l’altro il P1 di Londra), anche nei Paesi Bassi e in Germania hanno legittimato la loro attuale superiorità, ma in finale si sono trovati davanti Franco Stupaczuk e Jon Sanz, coppia di recente formazione e che con tre domeniche di fila (prima di Rotterdam e Dusseldorf c’era stata anche quella nel FIP Gold di Lione) si è guadagnata i punti per lo status di quarta ‘pareja’ del seeding. Occhio a loro (in campo in mattinata contro Solano Marmolejo/Pereyra), occhio anche a Juan Lebron, già campione due volte all’Allianz Cloud (2022 e 2023 con Galan) e già da lunedì in Italia per prendere confidenza con la pista, da dividere con Leo Augsburger. Per i numeri 3 del tabellone, esordio in chiusura di giornata contro Fede Mouriño e Marc Quilez.
Se Coello e Tapia arrivano sull’onda dei tre titoli consecutivi, Chingotto e Galan – attesi nel secondo match della sessione pomeridiana, al via alle 18, dai fratelli Nuno e Miguel Deus – hanno dalla loro lo straordinario feeling con l’Italia: due titoli Major a Roma (2024 e 2025), uno a Genova (2024) e quello dello scorso anno a Milano, quando furono capaci di infliggere un clamoroso 6-0 nel set decisivo ai numeri 1. Gli ultimi due tornei, però, si sono conclusi nei quarti (Rotterdam) e in semifinale (Dusseldorf), come se si fosse acceso un piccolo campanello d’allarme. Anche a Di Nenno/Navarro (5), Guerrero/Leal (6) e magari anche a Gonzalez/Campagnolo (7, semifinalisti al Foro Italico) il compito di provare a negare il Clasico numero 41.
